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A Fianarantsoa, la “capitale del sud” del Madagascar, e più precisamente nel quartiere di Fosa-Rato, i volontari di Simposio hanno instaurato, nel corso dei numerosi viaggi effettuati dal 2003 ad oggi, rapporti di fiducia e collaborazione attiva con la popolazione locale e con essa hanno cercato di individuare gli interventi prioritari da effettuare.


“Realizzazione di strutture idriche di prima necessità nel quartiere di Fosa-Rato”

 

Nell' Agosto del 2006 sono state organizzate, nel quartiere Fosa-Rato, delle riunioni aperte a tutti gli interessati, coordinate dal Capo della Circoscrizione Idanda (di cui Fosa-Rato fa parte) a cui hanno partecipato anche i nostri volontari, nel corso delle quali sono state individuate le priorità su cui intervenire con l’aiuto della Simposio.

Da questi incontri, e dal successivo coinvolgimento di alcuni esperti locali (ingegneri, agronomi, insegnanti) è nata l'ideazione di un progetto relativo all' installazione di servizi pubblici e di fontane per l' acqua potabile nel quartiere, unitamente all'instaurazione di un sistema di gestione comunitaria dell'acqua.

 

Evidenti erano infatti i problemi igienico-sanitari legati in primo luogo alla mancanza di strutture pubbliche e private per la fornitura di acqua potabile, oltre che di servizi igienici che garantivano la salubrità dell’ ambiente e legati in secondo luogo alle cattive abitudini dei cittadini che utilizzavano acqua malsana per tutte le necessità quotidiane non avendo peraltro un’ educazione all’igiene personale adeguata.

E’ emersa inoltre la richiesta da parte di una ventina di donne, aventi come unica fonte di sostentamento il ricavato del loro lavoro di lavandaie, della costruzione di lavatoi e di un sistema di approvvigionamento idrico continuo per migliorare le loro precarie condizioni lavorative dato che al momento erano costrette a raccoglier l'acqua in pozzanghere tra le risaie.
Di tale situazione ne risentivano anche i proprietari delle risaie, che vedevano inquinate giornalmente le loro coltivazioni dagli scarichi di saponi.

E’ stato dunque individuato, e messo a disposizione del quartiere, un terreno appartenente a un privato dove realizzare una struttura che prevedesse la costruzione di quattro lavatoi, due docce pubbliche, due WC comprensivi di fosse settiche e due pozzi. Inoltre è stata realizzata una “torre dell’acqua”, collegata ai pozzi, avente alla sommità una cisterna di raccolta dell’acqua potabile che consente un prelievo più agevole della stessa, tramite rubinetti posti alla base della torre, anche da parte degli anziani e bambini del quartiere.

Il progetto, predisposto da un ingegnere idraulico locale, è stato realizzato con il partenariato del capo della circoscrizione; l'intera opera è stata realizzata con la manodopera della gente del quartiere.

In atto per sostenere i costi della manutenzione ordinaria e/o straordinaria nonché quelli connessi all’acquisto del materiale di uso comune (saponi, detersivi, carta igienica, etc..) gli abitanti del quartiere versano un contributo minimo ad una commissione eletta da loro stessi che gestisce le somme raccolte all’uopo.

 

 


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